Alessandra (nome di fantasia), paziente con il desiderio di eliminare quella “pancetta” che tanto la disturba dopo aver avuto il secondo figlio, la quale nonostante abbia provato le diete più estreme e si sia allenata giornalmente facendo esercizi per gli addominali senza aver ottenuto alcun tipo di risultato, è approdata nel mio studio.

Dopo le domande di rito le chiedo di mostrarmi l’addome e a questo punto la situazione è ben chiara, siamo davanti ad un’importante Diastasi dei Muscoli Retti dell’Addome post-gravidanza.

Si conoscono diversi gradi di diastasi fino ad arrivare a vere e proprie ernie che devono essere assolutamente trattate chirurgicamente come nel caso di Alessandra.

Uno dei casi di cui vado più fiero è quello di Federica (il nome è di fantasia), questa ragazza si presenta  presso il mio studio accompagnata dalla madre, particolare questo da non trascurare: non si può generalizzare, tuttavia chi svolge questa professione – andando un po’ oltre il comune incidiamo qui, rialziamo qui e aumentiamo qua – , il fatto che una paziente si presenti accompagnata dalla madre indica che il suo disagio è relativo ad un suo “complesso” che da sempre ha condiviso con lei, la quale in questo giorno tanto desiderato funge da accompagnatrice e supporta.

Diastasi e addominoplastica Roma

Federica, inizia a raccontare l’obiettivo della sua visita, e lì le prime lacrime. Infatti sin dall’età dello sviluppo mentre le sue amiche esibivano un seno  prosperoso per poter dimostrare di essere diventate donne, lei al contrario si nascondeva. Il problema evidente che mi mostra è che ha un seno più grande dell’altro (chiamasi asimmetria mammaria); e non la solita asimmetria che le donne in genere hanno ma si tratta di ben due taglie di differenza tra il seno destro ed il sinistro, come se uno si fosse sviluppato e l’altro no.  Il momento drammatico è stato quando le ho chiesto di spogliarsi per mostrarmi le mammelle: non ci riusciva, finchè con l’aiuto della madre ho potuto constatare il motivo evidente di tanta sofferenza.

Le ho quindi spiegato come sarei potuto intervenire, cioè effettuando una “Mastoplastica Correttiva”.  Tecnicamente si tratta di  adottare protesi di diverse misure, al seno piu’ grande si inserisce la protesi più piccola effettuando il riposizionamento dell’areola in posizione più scesa, e al seno più piccolo una protesi più grande della controlaterale, riposizionando  anche  in questo caso l’areola.

Con Federica si stabilisce subito un rapporto empatico, aspetto che porta solitamente alla scelta di un chirurgo piuttosto che ad un altro; e prescritte le analisi pre-operatorie, decidiamo anche la data dell’intervento.

Dopo circa due settimane Federica si trova in sala operatoria con quella fiducia e speranza che al risveglio dall’anestesia niente sarà come prima.

Oggi questa giovane donna non ha un seno identico all’altro, piuttosto,  mammelle di forma e volume molto simili tra loro, e così l’estate indossa in modo disinvolto il costume, frequenta la palestra e si spoglia finalmente tranquilla davanti a suo marito. Si conclude con successo una storia chirurgica che diventa reale possibilità anche, di una vita migliorata.

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